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Si avvia verso le battute finali l’iter del cd. “Jobs Act del lavoro autonomo”.

Stiamo parlando del disegno di legge C 4135-A recante misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.

A seguito della votazione favorevole alla Camera, la proposta è ora all’esame del Senato in vista di una possibile approvazione definitiva.

Da una lettura dei lavori preparatori si potrebbe intravedere da parte del Legislatore l’intento di estendere la rete di protezione sociale anche per lavoratori autonomi e partite iva. Gli interventi riguardano:

  • il rafforzamento delle tutele per eventi di maternità, malattia e congedo parentale;
  • l’aumento delle spese deducibili collegate allo svolgimento dell’attività professionale;
  • l’estensione della DIS-COLL, la prestazione di disoccupazione in favore dei collaboratori, che diviene ora strutturale;
  • l’istituzione presso i centri per l’impiego di sportelli per il lavoro autonomo.

Oltre alle norme sul lavoro autonomo il decreto introdurrà anche il cd. lavoro agile o “smart working”. Ciò al fine di favorire un’articolazione più snella e flessibile del lavoro subordinato. L’intento del legislatore è di agevolare tempi di vita e lavoro oltreché a stimolare la produttività.

Tra le novità di maggiore interesse pratico sembra opportuno richiamare la disciplina delle deducibilità fiscali per i lavoratori autonomi. E’ prevista, infatti, la deducibilità integrale entro la soglia annua di €10.000 delle spese sostenute per corsi di formazione, partecipazione a master e aggiornamento professionale. Per gli autonomi con partita iva è prevista una deducibilità delle spese annue per le certificazioni delle competenze fino a €5.000.

Sarà necessario attendere i prossimi giorni per conoscere il testo definitivo.