Con la circolare n° 7 – 2019 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro conferma che i regimi di esenzione contributiva e fiscale come il welfare aziendale non devono essere presi in considerazione nella valutazione di equivalenza del Dumping contrattuale.

Come è noto, l’articolo 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, subordina i benefici normativi e contributivi, previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale, tra l’altro al possesso, da parte dei datori di lavoro, del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC).

Il DM 24.10.2007 (emanato per dare attuazione al citato art. 1 co. 1176, della cit. l. n. 296/2006) nel disciplinare la specifica previsione volta a regolamentare il DURC con riguardo alle agevolazioni, in realtà costituisce la fonte normativa che, nel riepilogare i procedimenti amministrativi in cui il DURC è richiesto ha dettato i contenuti analitici del Documento ed ha disciplinato le tipologie di pregresse irregolarità di natura previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di lavoro considerate ostative al rilascio del documento stesso.

In ordine alle conseguenze derivanti dall’accertamento di violazioni afferenti “gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”, materia di interesse per il personale ispettivo, l’INL, ha chiarito che le violazioni rilevate in sede ispettiva – anche quando abbiano effetti sull’imponibile previdenziale – rappresentano un mancato rispetto degli “altri obblighi di legge” (art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006), pertanto tali violazioni comportano il recupero dei benefici fruiti limitatamente al lavoratore cui le stesse violazioni si riferiscono e per tutto il periodo in cui si siano protratte, ciò pur a fronte di successive regolarizzazioni.

Resta fermo che le violazioni degli “altri obblighi di legge” non rilevano solo qualora la relativa regolarizzazione avvenga “prima dell’avvio di qualsiasi accertamento ispettivo”.

Le condizioni retributive dovranno essere rispettate con retribuzioni ordinarie, assoggettate ad imposizione contributiva e fiscale e non potrà tenere conto dei  trattamenti previsti in favore del lavoratore che siano sottoposti, in tutto o in parte, a regimi di esenzione contributiva e/o fiscale, come ad es. avviene per il c.d. welfare aziendale.

Per beneficiare delle agevolazioni fiscali e contributive previste in materia di welfare aziendale non è necessario il rispetto dell’art. 1, comma 1175, della legge Finanziaria del 2007: in altre parole, non è richiesto il possesso del Documento Unico di Regolarità Contributiva.